Comportamenti da utente mobile

Appena nove mesi fa è stato presentato l’iPad, ultimo gioiello di tecnologia prodotto da Apple.

“Steve Jobs: il nuovo Gutenberg” aveva titolato il Le Monde dedicandogli una copertina.

La funzionalità principale per cui è stato immesso sul mercato è quella di fornire agli utenti la possibilità di leggersi quotidiani e magazines tranquillamente senza dover passare in edicola, acquistarseli e contribuire cosi all’aumento di CO2.

Fonte: Le Monde

Ma qualcosa non sta funzionando.

Le maggiori testate hanno visto esplodere il boom delle tablet investendo milioni di euro per sviluppare piattaforme fruibili dall’utente mobile e all’inizio hanno goduto della scia della novità.

Le cose stanno cambiando.

Wired nel primo mese di vendita dell’iPad ha sottoscritto oltre 100.000 contratti che sono diventati 23.000 a Novembre. Lo stesso crollo lo stanno subendo anche People, The New Yorker e molti altri. Stanno anche chiedendo a gran voce a Google di crearsi un’edicola online per Android alla pari di Apple.

Ora gli editori sperano di riprendersi nei primi mesi del 2011, ma questo non succederà almeno non come si vorrebbe, anche perchè la carta stampata non è che si possa sostituire così facilmente. Ci vuole educazione.

Il problema, poi, è di Apple perchè rischia un decremento delle vendite ma anche degli editori perchè gli utenti mobili non “consumano”.

Infine ci sono gli utenti, di cui descrivo i tratti principali in tre semplici punti:

L’utente mobile è fondamentalmente pigro.
L’utente mobile vuole tutto.
L’utente mobile vuole pagare poco.

Che tradotto significa:

Tutto, qui, adesso.
Mmh, interessante, scarichiamo.
E’ gratis, bene!

Poi facciamo ancora alcune considerazioni:
L’utente mobile che ha già sostenuto un investimento importante per l’acquisto dei tablet vuole pagare poco e una volta sola.
Stanno aumentando i siti freepress ai quali ci si può iscrivere gratuitamente e che forniscono informazioni di ottima qualità.
Il prezzo per leggersi comodamente il quotidiano sull’iPad è lo stesso che si trova in edicola.
L’utente mobile è stanco di pagare per “respirare” qualsiasi cosa che si possa scaricare.

Ma, aggiungiamo a vantaggio degli editori e di tutti gli sviluppatori che creano contenuti: l’utente che non paga non apprezza.

Conclusioni.
L’utente mobile è l’utente mobile e i colossi non possono pretendere di stabilire come, dove e quando gli utenti si adatteranno al nuovo.

Lascia un commento

*